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Contesto

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Come è noto il territorio lombardo è ricchissimo di patrimonio culturale la cui peculiarità è la diffusione capillare a livello locale. Sono infatti presenti, secondo i dati raccolti dall’osservatorio Culturale di Regione Lombardia, 316 musei, un numero tra i più alti di tutta Italia. Certamente alcuni fattori facilitanti determinano questa ricchezza: l’investimento a favore della Cultura di tutto il territorio della Lombardia, l’interesse vivace dei cittadini lombardi da sempre grandi consumatori di eventi culturali e, non ultimo, la presenza sul territorio di istituzioni mecenatiste che favoriscono lo sviluppo e la realizzazione di progetti culturali di grande impatto. Tra queste istituzioni la Fondazione Cariplo occupa certamente un ruolo di primissimo piano.

Il patrimonio culturale sovracitato costituisce una risorsa, soprattutto per i territori periferici, che spesso non viene visitato perché difficile da conoscere, promuovere e valorizzare. Il bisogno che è stato riscontrato in questo contesto è quello di un’azione di promozione culturale integrata, che abbia una ricaduta positiva sia per le realtà locali sia per quei patrimoni che sono ancora largamente sconosciuti al grande pubblico, anche in vista dei grandi movimenti di visitatori che porterà Expo 2015. La realizzazione di sistemi integrati che permettano una collaborazione fra più realtà museali è stata più volte vista come vincente sia dalla stessa Fondazione Cariplo, sia da Regione Lombardia che hanno promosso a più riprese bandi con questo obiettivo.

Avvicinare nuovo pubblico alla cultura oggi significa raggiungerlo attraverso i canali di largo utilizzo, quali Wikipedia, strumento fortemente utilizzato dai giovani, che ne hanno fatto il loro strumento conoscitivo di elezione, ma anche raggiungerlo fisicamente nei luoghi che frequenta, quali per esempio la scuola, i centri di aggregazione, le strutture dedicate alle persone disagiate (anziani e disabili) nella logica futuristica e avveniristica della domiciliazione della cultura

La rete costituisce oggi il più potente ed economico mezzo di comunicazione e divulgazione a disposizione delle Istituzioni culturali per l’avvicinamento del pubblico alle proprie attività; Wikipedia è forse il progetto che meglio incarna la libertà d’informazione e di libera circolazione di contenuti culturali.

Secondo un’analisi longitudinale condotta da Wikimedia Italia, tra le immense risorse che Wikipedia mette a disposizione vi è una carenza di contenuti riguardanti l’archeologia, dovuta sia al limitato numero di addetti ai lavori che siano informaticamente preparati ad arricchire il sito, sia alla difficoltà di trovare informazioni sull’argomento, specie se si tratta di realtà meno conosciute.
Certamente l’archeologia è una forma d’arte meno presente e meno frequentata perché è soggetta ad un processo di fruizione e interpretazione più complesso rispetto ad altre forme e dimensioni artistiche più immediate. L’archeologia infatti richiede un certo bagaglio di nozioni e conoscenza per essere contestualizzata ed apprezzata.

Wikipedia è un mezzo molto utilizzato da ragazzi e giovani per cercare informazioni. Come dimostrato da diverse statistiche la fascia d’età fino a 34 anni è sovrarappresentata rispetto alla media dei siti internet così come le pagine viste da computer situati a scuola: infatti il 25% degli utenti di Wikipedia ha meno di 18 anni, percentuali che salgono rispettivamente al 50% e 75% per le fasce d’età fino a 22 anni e fino a 30 anni (fonte: Infografica preparata dal “Children Museum di Indianapolis).

A livello internazionale, Wikipedia è già usata come strumento educativo, in Italia alcuni programmi di collaborazione con le scuole sono già stati avviati da Wikimedia Italia (si veda ad esempio qui o il Wikipedia Education Program).

Considerato quindi che Wikipedia è largamente adoperata da allievi e insegnanti per la ricerca di informazioni e che, al contrario, molte nozioni potenzialmente utili, come ad esempio quelle riguardanti l’archeologia in Lombardia non sono disponibili, il progetto risulta essere particolarmente utile per il contesto descritto.
Nel territorio lombardo sono inoltre attive molte associazioni di volontariato che si occupano di promozione del patrimonio culturale attraverso attività di vario di tipo, come organizzazione di gite e convegni. Anche per questi istituti la rete e Wikipedia costituiscono uno strumento di diffusione. Spesso queste associazioni sono formate da persone profondamente informate e motivate che credono nel volontariato nell’ambito culturale non solo come servizio pubblico, ma anche come parte fondamentale della propria formazione e crescita personale, se pensiamo ad esempio agli studenti universitari.

È interessante notare che, secondo i dati di Regione Lombardia, circa metà del personale che lavora nei musei lombardi è volontario. Le associazioni costituiscono quindi una preziosa risorsa per gli istituti culturali, i cui volontari devono essere formati e aggiornati anche sui nuovi media, per offrire un contributo ancora più essenziale di quello che già svolgono. Il progetto offrirebbe quindi la possibilità a tre diverse categorie di soggetti quali associazioni, istituti museali e utenti della rete, di ottenere un miglioramento delle proprie risorse culturali, in termini di formazione, visibilità, fruizione, materiali e know how. Da considerare inoltre che, nell’epoca della circolazione sempre più globalizzata delle persone e dei loro desideri di conoscere e di vedere, risulta imperativo innovare i metodi atti a indurre interesse verso i Beni Culturali, soprattutto per quelle fasce di pubblico che usufruiscono di Wikipedia ma non frequentano fisicamente musei e istituzioni culturali.

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